Parte VII

 

LA SCUOLA

 

 

1       CONDIZIONI AMBIENTALI DELLA SCUOLA

 

 

L'ambiente scolastico deve essere pulito, accogliente, sicuro. Le condizioni di igiene e sicurezza dei locali e dei servizi devono garantire una permanenza a scuola confortevole per gli alunni e per il personale.

Il personale ausiliario, deve adoperarsi per garantire la costante igiene dei servizi.

La Scuola si impegna, in particolare, a sensibilizzare le istituzioni interessate, al fine di garantire agli alunni la sicurezza interna ed esterna (quest'ultima, nell'ambito del circondario scolastico).

Tuttavia la Scuola può garantire il massimo possibile conforto per gli alunni e per il personale limitatamente a quanto di competenza.

Infatti, eventuali situazioni di inadeguatezza o di carenze strutturali e di insufficiente sicurezza degli impianti e dei servizi riguardano l'esclusiva responsabilità dell'Amministrazione Provinciale, ente competente.

Soltanto compete alla Scuola segnalare tempestivamente a detto Ente carenze o difficoltà, oltre che eventuali disfunzioni da sanare o migliorie da apportare, sensibilizzando e interessando, se del caso, anche i genitori.

Alla Scuola compete, inoltre, di richiamare gli utenti al dovere, di rilevante interesse educativo, di mantenere efficienti locali, arredi e attrezzature di cui abbiano l'uso o la consegna anche temporanei e di assumersi, conseguentemente, gli eventuali oneri anche finanziari derivanti da uso non corretto o da danni provocati.




        2 INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI DI QUALITA' – INFORMAZIONE

     ALL'UTENZA
         

La Scuola ha sede in Via Turi n° 43 - 70017 PUTIGNANO (BA). Attraverso un atrio si accede agli uffici e alle aule scolastiche.


2-1 PIANO TERRA

- Corridoio con operatori scolastici in grado di fornire all'utenza le prime informazioni (per la fruizione di servizio).

- Albo di Istituto.

- Segreteria della Presidenza

n.1

dimensione:

m² 26

h=cm. 375

- Presidenza

n.1

m² 24

h=cm. 375

- Servizi igienici docenti e non docenti

n.2

m² 16

h=cm. 375

- Servizi igienici (Presidenza)

n.1

m² 03

h=cm. 375

- Ufficio Direttore Amm.vo

n.1

m² 11

h=cm. 375

- Segreteria

n. 1

m² 34

h=cm. 375

- Servizi igienici (M.)

n. 5

m² 23

h=cm. 395

- Servizi igienici per disabili

n.1

m² 04

h=cm. 395

- Servizi igienici (F.)

n.4

m² 15

h=cm. 395

- Aule didattiche

n.7

“media

m² 54

h=cm. 395

- Porte di emergenza

n. 3

- Estintori antincendio

n. 3

- Armadietti

n. 15

- Sala delle conferenze

n.1

m²150

h=cm. 395



2.1.1 AULE PIANO TERRA

- AULE n°6 -

CLASSI:

1) 5ªA,

2) 5ªB,

3)5ªC,

4) 5ªD,

5) 5ªT,

6) 4ªB,



2.2 PRIMO PIANO

CLASSI

1) 1ªA,

2) 1ªB,

3) 1ªC,

4) 1ªT,

5) 3ªC,

6) 4ªA,

7) 4ªC,

8) 4ªD

 

           

A LA BIBLIOTECA

•  La biblioteca è ubicata al 1° piano con volumi e riviste prevalentemente scientifiche (volumi n. 4800, numerose le riviste di vario genere).

•  Ha una dimensione di m² 28 ed è alta cm.395.

•  L'orario di consultazione e prestito è stabilito all'inizio di ogni anno scolastico.

•  Il Direttore responsabile gestisce la consultazione ed il prestito dei libri e delle riviste in dotazione.

L'orario di consultazione e prestito per l'anno scolastico in corso (2009 /2010 ) è il seguente:

MARTEDI

dalle ore 12,25

alle ore 13,20 ;

MERCOLEDI

dalle ore 10,25

alle ore 11,20 ;

GIOVEDI

dalle ore 10,25

alle ore 11,20;

VERNEDI

dalle ore 11,30

alle ore 12,25.

 

Il direttore di biblioteca è comunque disponibile tutti i giorni tranne il lunedì.

Anche gli studenti delle altre scuole e tutti i cittadini di Putignano e Noci possono accedere ai prestiti.
- Direttore: prof. Cinzia CARUCCI.



          B  IL LABORATORIO DI SCIENZE

          - Il laboratorio di scienze è situato al 1° piano, fra il laboratorio di fisica e la biblioteca.
- Ha una dimensione di m² 40; h = cm.395; contiene n°20 posti.
- Il laboratorio viene utilizzato settimanalmente per un totale di sei ore al giorno.
- Il Direttore responsabile è la prof. Elisabetta COLAPRICO.
- Assistente tecnico è la sig. ra Cinzia MASI.

 

 

C  IL LABORATORIO DI FISICA

          - Il laboratorio di fisica è situato al 1° piano, accanto al laboratorio di scienze.
          - Ha una dimensione di m² 44; h = cm. 395; contiene n° 20 posti .
          - Esso viene utilizzato settimanalmente per un totale di sei ore giornaliere.
          - Il Direttore responsabile è il prof. Giuseppe DE TOMMASO.
          - Assistente di cattedra è il prof. Angelo CAMPANELLA.


          IL LABORATORIO MULTIMEDIALE DI INFORMATICA, FISICA, LINGUE E

     AUDIOVISIVI

 

 

•  I due laboratori multimediali sono situati al 1° piano.

•  Hanno una dimensione ciascuno di m² 54; h = cm. 395; ogni laboratorio contiene n°24 posti per gli studenti; con computer Intel core 2 duo collegati in rete e stampanti a getto d'inchiostro e laser anche a colori; n. 1 scanner; due casse amplificate; n°1 videoregistratore; n°1 lavagna luminosa; n°1 data display; n° 1 amplificatore; masterizzatori; n° 2 modem per il collegamento ad Internet; n° 1 proiettore multimediale; vari software didattici, di programmazione, di scrittura e di linguaggi oltre che operativi; internet.

Sono utilizzati prevalentemente come laboratori di informatica ma anche come:

Il Direttore responsabile è la prof. a Maria Addolorata MARTELLOTTA.

L'assistente tecnico è il sig. Onofrio GIANNUZZI


              VARI

SERVIZI IGIENICI

- n.4;

m² 15;

h.

cm.

395

(fem.);

- n.5;

m² 27;

"

"

"

(masch.);

- n.1;

m² 03;

"

"

"

(disabili).



                                               

        2.3 PIANO INTERRATO

 

        PALESTRA

 

- La palestra è situata al piano interrato;

- Ha le seguenti dimensioni:

LUNGHEZZA

m. 40,00

LARGHEZZA

m. 30,00

ALTEZZA MEDIA

m. 04,20.

E' dotata di:

- due superfici (con dislivello di metri due circa) per attività didattiche.

- ambulatorio medico

di m²

17 e h = cm. 300

- archivio scolastico

di m²

31 e h = " 265

- spogliatoio docenti

di m²

12 e h = " 300

- locale centrale termica

di m²

20 e h = " 250

- n° due armadietti per piccoli attrezzi

- magazzino per attrezzi

di m²

48 e h = " 300

- spogliatoio femminile

di m²

23 e h = " 300

- spogliatoio maschile

di m²

14 e h = " 300

- servizi igienici maschili n°02

di m²

12 e h = " 300

n°02 docce (senza scaldabagno)

- servizi igienici femminili n°02

di m²

di m² 15 e h = cm.300

n°02 docce (con scaldabagno)

- servizi igienici per disabili n°01

di m²

di m² 04 e h = cm.300

- di ascensore; di tre estintori antincendio; due porte di emergenza; due scale di emergenza; di riscaldamento.

- essa viene utilizzata settimanalmente per un totale di 44 ore per le attività curricolari e per un totale di 25 ore settimanali per attività extra - curricolari.

2.4 NUOVO PLESSO

 

 

Il nuovo plesso è costituito da n. 6 aule, da n. 2 bagni, da n. 1 archivio e da n.1 deposito.

Le n. 6 aule sono così utilizzate:

  1. – classe 3B
  2. – classe 3A
  3. – classe 3D
  4. – classe 3TA
  5. – classe 3TB

 

2.5 SUCCURSALE:

 

              classe 2A; classe 2B; classe 2C; classe 2D; classe 2E; classe 2T; una terza a rotazione; sala docenti.

 

2.6 ALTRO

 

 

Per altre informazioni si rimanda all'inventario a disposizione degli operatori scolastici presso gli uffici.

Nella scuola non esistono barriere architettoniche.

Esiste un ascensore di grandi dimensioni che collega i tre piani su cui si sviluppa la scuola.

 

 

 

2- 6 SUPPORTI TECNICI

 

 

Il Liceo è dotato di:

 

 

3                        PIANO DI SICUREZZA

 

 

Il piano di sicurezza esiste da diversi anni e viene revisionato all'inizio di ogni anno scolastico in funzione delle nuove esigenze e nel rispetto delle disposizioni vigenti.

E' dotato di : n° 06 idranti a muro;
  n° 14 estintori antincendio;
  n° 02 scale di emergenza;
  n° 06 porte di emergenza
  n° 08 uscite di emergenza.

In tutto l'istituto sono presenti indicatori di percorso di emergenza e di pericolo.

Tutto l'istituto è " a norma " secondo la legislazione vigente.

La scuola è in grado di offrire il proprio servizio a utenti disabili.

 

 

 

4                                    - PIANI DI EVACUAZIONE, ANTINCENDIO,

PRONTO SOCCORSO.

 

 

 

 

PIANO DI EVACUAZIONE

 

La presente sezione costituisce adempimento agli artt. 12-13-15 del D.Lgs.626/94 e D.M. 10/03/98.

 

DESTINATARI DEL PIANO:

·        Preside

·        Addetti squadra di emergenza

·        Personale Docente e di segreteria

·        Collaboratori scolastici

·        Studenti

 

 

SQUADRA DI EMERGENZA

(Art. 4 comma 5 lettera q - Art. 12 comma 1 lett. B D. Lgs 626/94)

 

RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Cognome SIBILIO Nome LUIGI della Società s.r.l. “SILEA” di BARI

Indirizzo Via Anita Garibaldi, 26 – tel. e fax 080/5722400

RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA:

Cognome CARENZA Nome Lucia tel. 080/8917584

Indirizzo str. Provinciale per Putignano km. 1,400 SAMMICHELE DI BARI

ELENCO NOMINATIVI FIGURE SENSIBILI

Nomina Addetti e Rappresentanti D. Lgs. 81/2008 – a.s. 2009/2010.

A.S.P.P. = Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione

Daniela IMPEDOVO

R.L.S. = Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

Lucia CARENZA

A.P.S. = Addetto al Primo Soccorso

Anna Stefania VINELLA

Lucia CARENZA

A.A.M.P.I. = Addetto all'attuazione e misure di prevenzione incendi, lotta Antincendio, evacuazione.

Piano terra Nicola GIGANTE ______ Anna SCHETTINI _______sostituto

Maria Carmela LOSAVIO

Piano primo Maria Antonietta CASSANO _______ Pietro MAFFEI ________sostituto

Maria Rosaria DRAGONE

(SUCCURSALE)

A.S.P.P. = Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione

Daniela IMPEDOVO

R.L.S. = Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

Lucia CARENZA

A.P.S. = Addetto al Primo Soccorso

Luigi NARDELLI

Viviana SPORTELLI

A.A.M.P.I. = Addetto all'attuazione e misure di prevenzione incendi, lotta Antincendio, evacuazione.

Piano terra Pietro Paolo CAMPANELLA ______ Raffaele CATUCCI _______sostituto

Maria DADDATO

 

 

 

OBIETTIVO DEL PIANO

 

a)            Prevenire nel caso di pericolo grave ed immediato, il verificarsi di danni alle persone alle cose.

b)            Garantire che i lavoratori possano mettersi al sicuro abbandonando il posto di lavoro e raggiungere un “ Luogo sicuro”  o “Luogo di raccolta”.

 

 

 

PROVVEDIMENTI PER PREVENIRE E RIDURRE AL MINIMO IL RISCHIO DI INCIDENTI DURANTE L’EVACUAZIONE

 

a)            Segnalazione di porte e vie di uscita

E’ fatto divieto assoluto in tutta l’area della struttura:

·                    di ingombrare con mezzi o cose le porte di emergenza;

·                    di occultare con mezzi o cose la segnaletica del percorso di evacuazione;

·                    di ingombrare con mezzi o cose le scale e le vie di esodo.

 

b)            Verifica dell’illuminazione di emergenza

Il Preside dispone controlli e manutenzione periodica dell’illuminazione di emergenza presente nei vari locali.

Gli addetti alla squadra di evacuazione presteranno particolare attenzione ad eventuali anomalie dell’impianto che segnaleranno al Dirigente scolastico.

 

c)            Rispetto dell’ordine e della pulizia

L’ordine e la pulizia costituiscono elemento di notevole importanza in caso di evacuazione e di abbandono dei  posti  di lavoro, soprattutto in mancanza di luce solare.

I docenti e gli operatori scolastici, ognuno per quanto di propria competenza, devono prodigarsi per evitare l’accumulo disordinato di materiale e comunque di ostacoli di varia natura che vengono abbandonati sul pavimento; ciò  al fine di evitare incespicamenti e cadute.

 

PROVVEDIMENTI DA ADOTTARE IN CASO DI EVACUAZIONE

 

a) Lo stato di evacuazione si attua quando esistono pericoli gravi dovuti a:

· incendio;

· catastrofi naturali (inondazioni, eventi atmosferici eccezionali, terremoti, ecc.)

· cedimenti o crolli;

· fughe di gas

· atti di terrorismo

 

b) Chi decide lo stato di evacuazione:

·        Il Preside dott. Pietro GONNELLA in collaborazione con

·        Il Responsabile del Coordinamento sig.ra Daniela IMPEDOVO.

 

In loro assenza, elencati in ordine di priorità:

·        I Responsabili di piano

 

La persona che decide lo stato di evacuazione, sarà chiamato “COORDINATORE DELL’EVACUAZIONE”. Al “Coordinatore” dovranno fare riferimento, durante ed a conclusione dell’operazione di evacuazione, tutte le persone presenti sul posto.

 

 

c) Segnalazione di evacuazione

Chiunque rilevi un evento potenzialmente pericoloso dovrà:

a)      darne immediata comunicazione, direttamente o tramite il personale non docente, al Dirigente scolastico o a chi ne fa le veci;

b)      dare completa informazione di ciò che sta accadendo. Il COORDINATORE

 DELL’EVACUAZIONE, si prodigherà  la fase di preallarme.

 

d) Fase di preallarme:

Il preallarme sarà effettuato con tre brevi suoni di campanella; nel caso dovesse  mancare l’energia elettrica, esso sarà provocato da tre brevi suoni di una sirena alimentata ad aria compressa. La  fase di preallarme prevede:

·        la necessità di interrompere immediatamente ogni attività e di evitare che gli alunni perdano tempo nel recupero degli oggetti personali (libri, zaini, penne, ecc.);

·        la necessità di tenere gli alunni in stato di allerta, vale a dire in piedi, ciascuno accanto al proprio banco in attesa dell’eventuale ordine di evacuazione;

·        la necessità che i docenti di sostegno si attivino per prelevare, dalle varie classi, gli alunni loro affidati e raggiungere in modo prioritario l’uscita di emergenza più vicina. Qualora dovesse mancare il docente di sostegno gli alunni portatori di handicap rimarranno affidati al docente di classe. Sarà, comunque, in questa circostanza, il tecnico responsabile dell’attività psicomotoria a studiare il sistema migliore per far evacuare.

Il termine della fase di “preallarme”  (cessato allarme), è rappresentato  da tre brevi squilli, nello stesso modo come è accaduto per l’inizio di preallarme.

 

e) Utili consigli in caso di calamità:

·        In caso di terremoto è consigliabile non abbandonare subito l’ambiente in cui ci si trova, ma è preferibile far posizionare gli alunni sotto i banchi o lungo i muri portanti e riparare se stessi sotto l’architrave delle porte in attesa di ricevere l’ordine di evacuazione;

·        Nel caso di incendio all’interno del locale in cui ci si trova , è auspicabile far abbandonare subito l’ambiente;

·        Nel caso di presenza di fumo (ricordarsi che il fumo è più leggero dell’aria  e quindi tende a concentrarsi verso l’alto) è bene camminare il più possibile piegati. Nel caso non fosse possibile lo sfollamento, è necessario far sdraiare gli alunni  sul pavimento indicando loro di proteggersi naso e bocca con un panno (possibilmente bagnato); tenere chiusa la porta dell’aula e manifestare la propria presenza dalle finestre;

·        Ogni alunno deve essere ben istruito su come deve comportarsi in caso di pericolo quando si trova  fuori dalla propria aula. Egli deve fare immediato ritorno in essa, qualora ciò non fosse possibile, è necessario che egli  si aggreghi  alla classe più vicina.

 

e) PROCEDURA IN CASO DI EVACUAZIONE

 

·        Il COORDINATORE DELL’EVACUAZIONE autorizza la persona più vicina a dare il segnale di evacuazione. Il segnale di evacuazione è rappresentato da un suono prolungato della campanella o della sirena ad aria compressa.

·        Il personale di segreteria provvederà a chiedere l’intervento dei VV.F. o delle squadre di soccorso telefonando al n° 115 (VV.F.) e/o 113 (pronto intervento); provvederà poi ad avvisare il R.S.P.P. e quindi dopo aver messo in sicurezza le apparecchiature elettriche, si recherà al “luogo di raccolta”.

·        I collaboratori scolastici del piano rialzato apriranno le porte di uscita verso il “luogo di raccolta” e si collocheranno ai piedi delle scale per disciplinare il flusso. Uno di loro, già appositamente istruito, andrà a disattivare la centrale termica ed aprirà il cancello per facilitare la movimentazione delle persone e dei mezzi di soccorso.

·        I collaboratori scolastici dei vari piani apriranno le porte di emergenza del loro piano e si collocheranno all’inizio delle scale per poter disciplinare il flusso degli alunni. Seguiranno l’ultimo alunno, dopo essersi accertati che altri alunni non siano rimasti nelle classi loro affidate.

·        I docenti impartiranno l’ordine di abbandonare l’aula e guideranno, a passo svelto, gli alunni verso il “luogo di raccolta” seguendo le indicazioni delle vie di esodo. Una volta  al “luogo di raccolta” disporranno gli alunni in ordine ed effettueranno il controllo degli stessi. Comunicheranno poi al Coordinatore la situazione relativa alla evacuazione; quindi aspetteranno il cessato allarme o altre indicazioni prodotte dal Coordinatore dell’evacuazione.

·        Gli alunni seguiranno attentamente le istruzioni impartite loro dai docenti e collaboratori scolastici. Manterranno la fila camminando a passo svelto. Una volta giunti al “luogo di raccolta” rimarranno in attesa del cessato allarme o di ulteriori disposizioni.

NOTA BENE:

·        L’evacuazione avverrà dando la precedenza agli alunni del piano rialzato e nell’ordine dei piani successivi (1° e 2° piano), ecc.

 

 

 

f)       LA SQUADRA ADDETTA ALL’EMERGENZA.

Si attiverà per organizzare e controllare il processo di evacuazione;

Vigilerà perchè le persone presenti sul posto di lavoro si allontanino, così come previsto dal Piano di Evacuazione e raggiungano il “luogo di raccolta”.

Si assicurerà che nessuno compia azioni pericolose.

All’arrivo delle eventuali squadre di soccorso dei VV.FF. la squadra fornirà ad essi informazioni sugli impianti pericolosi e resterà a loro disposizione.

 

g)         PERCORSI DI EVACUAZIONE.

Tutti i percorsi di evacuazione saranno segnalati con apposita segnaletica indicante l’uscita di emergenza.

Su tutte le porte di emergenza vi sarà l’apposita segnalazione.

 

h)         POSTO DI RADUNO “LUOGO DI RACCOLTA”

Il “luogo di raccolta” sarà individuato nella zona prospiciente l’uscita.

 

i)         CONTROLLO PRESENZE

Il controllo delle persone presenti sarà effettuato dai docenti che compileranno l’apposito modulo (allegato E) dato loro dal personale di segreteria. L’esito dell’appello sarà comunicato al coordinatore dell’evacuazione.

 

l)         VERIFICHE DEL PIANO DI EVACUAZIONE

E’ importante che il Piano di Evacuazione venga sempre ritenuto nella mente.

A tale scopo sono previste esercitazioni periodiche che serviranno a:

a)            Verificare la funzionalità del piano ed eventualmente correggere  errori e disfunzioni.

b)         Tenere preparato il personale che, in caso di necessità, saprà come comportarsi.

c)            Verificare che  il problema “Sicurezza” sia un fatto di “cultura quotidiana” da inculcare e non un fatto aleatorio e sporadico.

Il PIANO DI EVACUAZIONE sarà verificato, a cura del Servizio di Prevenzione e Protezione, una volta l’anno.

La “Squadra di Evacuazione” sarà riunita ed aggiornata in occasione di tutti i mutamenti significativi che si effettuano nei luoghi di lavoro e sugli impianti.


 

PIANO DI PREVENZIONE INCENDI

 

DESTINATARI DEL PIANO:

·        Preside

·        Addetti squadra di emergenza

·        Personale Docente e di segreteria

·        Collaboratori scolastici

·        Studenti

 

OBIETTIVO DEL PIANO

a)            Prevenire l’insorgere di incendi;

b)            Garantire la sicurezza delle persone e ridurre al minimo i danni alle cose in caso di incendio.

 

PROVVEDIMENTI PER RIDURRE AL MINIMO L’INSORGERE DI INCENDI

 

A)        Divieto di fumare

Il divieto è assoluto in tutti i locali, tranne nei luoghi ove è previsto fumare. Tali luoghi sono espressamente segnalati.

I responsabili dovranno vigilare perchè il divieto venga sempre rispettato.

 

B)        Divieto di usare fiamme libere e di produrre scintille.

Tutti i lavori che prevedono l’uso di fiamme libere e attrezzi che producono scintille devono essere autorizzati.

L’autorizzazione verrà rilasciata, dal Dirigente scolastico o dalla persona incaricata dal Datore di Lavoro. L’autorizzazione sarà rilasciata dopo aver effettuato un sopralluogo negli ambienti di lavoro e dopo aver visionato le macchine interessate. Per la predetta  autorizzazione sarà si farà uso di  un apposito modello (all. A) che alla presente si allega.

 

C)            Impianto elettrico della Scuola in oggetto

·        L’impianto elettrico della Scuola in questione è adeguato ed è a norma. Occorre verificare la dichiarazione di conformità ai sensi della Legge 46/90;

·        Negli ambienti a maggiore rischio d’incendio, i cavi visionati sono del tipo non a propagazione di fiamma;

·        Il Responsabile Tecnico del Comune cui la Scuola appartiene ha effettuato controlli e manutenzione periodica (ogni due anni) del contatore ENEL, dei quadri elettrici e degli impianti di messa a terra;

·        Si consiglia il personale di segreteria di vagliare  le scadenze allo scopo di informare in tempo debito (con un anticipo di almeno tre mesi)  il Servizio Tecnico del Comune, per i relativi controlli ed per la eventuale manutenzione degli impianti.(questa clausola è da tenere in considerazione anche per il successivo punto D).

 

 

D)    Impianti contro le scariche atmosferiche.

La scuola è provvista dell’impianto contro le scariche atmosferiche a norma di Legge.

 

E)            Rispetto dell’ordine e della pulizia.

L’ordine e la pulizia costituiscono un elemento di notevole importanza nella prevenzione degli incendi.

Il personale docente ed i collaboratori scolastici, ognuno per quanto di propria competenza, dovranno evitare l’accumulo disordinato di materiale combustibile ed infiammabile nei laboratori, nei locali deposito e nei disimpegni.

Una continua ed efficace pulizia degli ambienti è essenziale al fine di evitare l’innesco di incendio.

E’ fatto divieto assoluto in tutta la struttura:

·         di ingombrare o occultare con mezzi o cose i dispositivi antincendio (estintori, idranti, allarmi, ecc.);

·         di ingombrare o occultare con mezzi o cose la segnaletica antincendio.

 

F) Materiale autoestinguente.

Nelle lavorazioni, nella progettazione di ambienti viene data priorità alla scelta di materiali autoestinguenti.

 

PROVVEDIMENTI PER RENDERE MINIMI I DANNI IN CASO DI INCENDIO

 

SEGNALAZIONE DI INCENDIO.

·        In caso di incendio, chiunque ne venga a conoscenza, deve darne immediatamente comunicazione, diretta o tramite il personale non docente, al Preside o a chi ne fa le sue veci; è necessario, inoltre,  dare complete informazioni di ciò che sta accadendo. Questo atteggiamento faciliterà l’estinzione dell’incendio prevenendolo.

·        Non dimenticare di applicare la “fase di preallarme” così come descritto al punto d) della procedura di evacuazione;

 

PROCEDURA E COMPITI IN CASO D’INCENDIO.

 

 

PRESIDE

·      Da disposizioni al personale di segreteria per chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco e per avvisare il R.S.P.P. Collabora con la squadra antincendio fornendo assistenza ed informazioni di propria competenza.

 

SQUADRA DI EMERGENZA

I componenti della Squadra, in caso di segnale di preallarme:

·        chiedono informazioni sul motivo dell’allarme;

·        si recano sul posto dell’incendio ed effettuano il primo intervento;

·        se l’incendio è di vaste proporzioni mettono in atto quanto riportato nel PIANO DI EVACUAZIONE;

·        vigilano affinché le persone presenti sul luogo dell’incendio e nei locali adiacenti si allontanino così come previsto dal PIANO DI EVACUAZIONE.

·        si assicurano che nessuno compia azioni pericolose (ad esempio usare l’acqua per spegnere fiamme in presenza di apparecchiature elettriche);

·        allontanano dalle zone interessate all’incendio, nei limiti del possibile, altri materiali infiammabili e/o combustibili;

·                    all’arrivo dei VV.F. forniscono le informazioni in loro possesso e restano a disposizione per eventuali collaborazioni. In particolare informano i VV.F. dei rischi specifici (descritti nel paragrafo successivo) e della loro ubicazione.

 

 

 

 

NOTA BENE:

Gli addetti alla squadra antincendio non mettono mai la propria vita e quella dei colleghi in pericolo. In caso di grave rischio si allontanano aspettando l’arrivo dei VV.F.

 

DOCENTI:

·      Seguono dapprima la procedura della fase di preallarme e poi eventualmente, quella di evacuazione.

 

COLLABORATORI SCOLASTICI:

·        se l’incendio interessa la centrale termica o esso è di vaste proporzioni l’addetto a tale compito provvede direttamente a disattivare la centrale termica chiudendo le valvole di erogazione del combustibile e togliendo la tensione;

·        se viene attivato il PIANO DI EVACUAZIONE essi si comporteranno come previsto nella medesima procedura;

·        collaboreranno con la squadra antincendio e VV.F. fornendo assistenza e informazioni.

·        nel caso che l’incendio non si verifichi nelle ore di lezione, essi avviseranno i VV.F. ed i Responsabili della scuola.

 

 

ALUNNI:

·      Seguiranno attentamente le istruzioni impartite loro dai docenti e collaboratori scolastici.

 

 


 

 

RISCHI SPECIFICI

 

a)      Sostanze e materiali che costituiscono pericolo in caso di incendio.

·        materiali vari per le attività di laboratorio (carta, cartoni, legno, polistirolo, polietilene, ecc.);

·        materiale vario per la pulizia (alcool, detergenti a base acida o sodica, bombolette di vario tipo, ecc.)

·        n° 2 bombole di gas (GPL)

 

b) Impianti che costituiscono pericolo in caso di incendio:

·        n° 1 generatore di acqua calda per riscaldamento, alimentato a gas metano, con capacità di 295.000 Kcal/h;

·        Vari scaldacqua alimentati elettricamente;

 

DESCRIZIONE DEI MEZZI ANTINCENDIO

a) Impianto antincendio

La struttura è dotata di un sistema antincendio costituito da un circuito idraulico.

La tubazione alimenta, ad ogni piano, gli idranti posti in cassette incassate a parete.

La rete è composta da un numero complessivo di 6 idranti aventi attacco UNI 45.

La rete viene alimentata direttamente dall’acquedotto pugliese.

Esiste un attacco per la autopompa dei VV.F. sulla parete esterna dell’ingresso principale.

 

ATTENZIONE !!!!

La messa fuori servizio dell’impianto antincendio da sottoporre a manutenzione deve essere segnalata al Preside e dallo stesso autorizzata,

 

b) Estintori.

Sono disponibili ed installati in tutto l’edificio , in punti di facile accesso, un numero complessivo di 12 estintori portatili  nelle seguenti quantità:

·        n° 12 estintori a polvere da 12 Kg;

È anche installato n° 1 estintore automatico a polvere da Kg. 6 posto a soffitto nel locale caldaia.

Gli estintori sono segnalati da apposito cartello.

 

MANUTENZIONE E CONTROLLO MEZZI ESTINZIONE

Nel corso di ogni mese il Collaboratore scolastico  effettuerà il controllo dei mezzi di estinzione secondo il programma riportato nell’All. B e documentabile secondo l’All. C.

 

ESERCITAZIONE SQUADRA ANTINCENDIO

Almeno due volte l’anno, saranno effettuate esercitazioni pratiche sia facendo uso delle manichette sia facendo  uso degli estintori.

La squadra antincendio è riunita ed aggiornata in occasione di tutti i mutamenti significativi dei luoghi e degli impianti.


 

PROCEDURE DI PRONTO SOCCORSO

 

COMPORTAMENTI IN CASO DI INCIDENTI E DI INFORTUNI

Nel momento in cui, malauguratamente, dovesse verificarsi un infortunio ed il malcapitato dovesse presentare  ferite lievi o gravi ,non sapendo come comportarsi, nel dubbio, è preferibile non prodigarsi  per evitare di  peggiorare la situazione.

 

TUTTI  DEVONO:

a)                  Conoscere i nomi degli addetti alle attività di emergenza e pronto soccorso.

Al verificarsi di un malore o infortunio:

b)                  avvisare il collaboratore scolastico del piano su cui si opera;

c)                  avvisare un responsabile della squadra di emergenza e pronto soccorso (soprattutto quello più vicino);

d)                  agire direttamente sull’infortunato solo ed esclusivamente se si conosce, con precisione, cosa fare.

 

I DOCENTI DEVONO:

a)                  Avvisare i responsabili della struttura su quanto è accaduto;

b)                  vigilare perchè non si compiano manovre errate;

c)                   rimanere in attesa dei soccorsi.

 

GLI ADDETTI ALLE ATTIVITÀ DI PRIMO SOCCORSO DEVONO

a)                  cercare di mantenere la calma e non farsi prendere dal panico;

b)                  agire  sulla base  delle nozioni apprese nel corso della formazione loro impartita;

c)                  dare immediatamente l’allarme in tutti i casi gravi;

d)                  fare allontanare eventuali persone presenti nelle vicinanze;

e)                  vigilare che non si compiano manovre errate;

f)                    rimanere in attesa dell’arrivo dei medici o dei  paramedici e dell’ambulanza.

 

CENNI DI PRIMO SOCCORSO

COMPORTAMENTO IN CASO DI EMERGENZA

 

ALLERGIE

 

La terapia migliore consiste nell’evitare ed eliminare l’allergene.

La terapia in genere è sintomatologica. In ogni caso è utile la somministrazione per via orale di antistaminici e l’applicazione di pomate antiallergiche e di impacchi freddi nelle forme cutanee.

Nelle allergosi alimentari (oltre naturalmente alla eliminazione delle sostanze allergene) è utile la somministrazione di vitamina PP.

Nelle forme respiratorie, occorre cercare di mantenere libere le vie respiratorie.

In caso di shock anafilattico si ha perdita di coscienza e caduta della pressione arteriosa: occorrerà quindi somministrare analettici cardiorespiratori.

A parte i casi leggeri di orticaria, è comunque sempre necessario l’intervento del medico.

 

ARRESTO RESPIRATORIO

 

Dopo essersi assicurati che le vie respiratorie sono libere, iniziare immediatamente la respirazione artificiale bocca a bocca.

Si pone una mano sotto il collo del paziente in modo da porre la testa in iperestensione con la mandibola stirata verso l’alto. Quindi chiudere con il pollice e l’indice della mano rimasta libera il naso e con una leggera trazione fargli aprire la bocca. Dopo una profonda inspirazione, appoggiare la bocca su quella dell’infortunato e soffiare dentro con forza ma senza violenza, controllando a vista l’espansione del torace. Inspirare nuovamente lontano dalla bocca dell’infortunato, per evitare di respirare l’aria espirata dallo stesso, e soffiare nella bocca del paziente, mantenendo le mani nella posizione sopra descritta. Ripetere la manovra al ritmo di 16-20 volte al minuto fino alla ripresa del respiro spontaneo.

Per i bambini, l’insufflazione è praticata simultaneamente dal naso e dalla bocca, esercitando una minore forza ed insufflando una minore quantità di aria. 

 

 

ASCESSI

La guarigione di un ascesso richiede di solito la rimozione del suo contenuto, poiché questo può provocare ulteriore infiammazione. Il drenaggio può aversi:

a)      Spontaneamente per rottura dell’ascesso nei tessuti adiacenti o all’esterno del corpo;

b)      Per intervento chirurgico. Nella stragrande maggioranza dei casi l’ascesso dentario si cura con antibiotici e antinfiammatori.

 

ASMA

Innanzitutto occorre tranquillizzare il paziente e fargli assumere una posizione seduta con il busto eretto ed i gomiti appoggiati al tavolo, in modo da facilitare la respirazione.

Nei casi più gravi occorrerà praticare la respirazione bocca a bocca. Attualmente in commercio esistono delle bombolette spray broncodilatatorie di sicura efficacia. Molto utile sarebbe la somministrazione di ossigeno. Servizio urgente.

 

AVVELENAMENTO

- Avvelenamento da inalazione: per esempio gas da cucina. Per prima cosa assicurarsi di non respirare lo stesso gas per non diventare vittime a nostra volta. Trattenere quindi il respiro ed aerare immediatamente il locale, oppure trascinare l’infortunato all’aria aperta.

In attesa dell’ambulanza, praticare la respirazione bocca a bocca.

-         L’avvelenamento da ingestione è facilmente riconoscibile per i sintomi caratteristici: vomito, diarrea, pallore, dolori addominali. Per prima cosa cercare di provocare il vomito. Se l’avvelenamento è da acido o sostanze simili, non somministrare acqua, ma latte o bianco d’uovo, e non provocare il vomito.

-         Avvelenamento da contatto di piante o veleni: è il più riconoscibile perché le manifestazioni sono cutanee. Lavare la zona contaminata; arrossata o gonfia. Se il paziente è cosciente farlo bere in abbondanza, se è incosciente, procedere con tecniche di rianimazione.

-         Avvelenamento da punture e morsi velenosi:

Se si tratta di gatti, conigli, o altri animali del genere è sufficiente detergere la ferita con acqua e sapone,  disinfettare con acqua ossigenata e quindi coprire con garza sterile. In ogni caso, comunque, è opportuno recarsi in un ambulatorio e farsi praticare la profilassi antitetanica.

Il caso è più grave se il morso è di vipera o di serpente. Innanzi tutto bisogna rendersi conto se il rettile era velenoso. Lo si può vedere dall’impronta dei denti. Nel caso di vipera velenosa occorre far distendere immediatamente il soggetto colpito, lavare con acqua (ossigenata) la ferita e con una lama incidere rapidamente i punti dove il veleno è state iniettato.

L’incisione dovrà essere profonda 5 – 6 mm e lunga 2 – 3 cm. Premendo poi con i polpastrelli delle dita nella zona circostante la ferita, far uscire più sangue possibile: E’ bene poi, senza far muovere il paziente, condurlo immediatamente al più vicino pronto soccorso. 

Se siete sicuri che il serpente non era velenoso, basta disinfettare la ferita. In ogni caso è bene ricordare la necessità della profilassi antitetanica.

 

PUNTURE DI ANIMALI

In genere si pesa alle punture degli insetti. Vediamo quali sono i casi principali:

1)      Puntura di ape: cercare di estrarre il pungiglione con una pinzetta. Applicare poi un impasto di bicarbonato di sodio ed ammoniaca diluita.

2)      Puntura di vespa: estrarre il pungiglione con una pinzetta, ed applicare impacchi di aceto.

3)      Puntura di zecca: non tentare di estrarre, perché la zecca rimane con tutta la testa conficcata nella pelle. Coprire la zona con della vaselina.  Dopo qualche minuto estrarre.

In ogni caso per le punture di insetti, è efficace qualche pomata al cortisone per abbassare il gonfiore. Consigliabile anche la profilassi antitetanica.

 

SANGUE DAL NASO

Quando la perdita di sangue dal naso è spontanea, non c’è assolutamente motivo di preoccupazione. Il paziente dovrà stare in posizione seduta, così da facilitare l’uscita del sangue. La testa non deve essere inclinata all’indietro, anzi deve essere leggermente inclinata in avanti con la narice compressa, altrimenti il sangue potrebbe andare in gola rischiando il soffocamento. Applicare sul naso un cubetto di ghiaccio, stringendo le narici. Il ghiaccio può essere applicato anche sulla fronte. In ogni caso non introdurre tamponi o garze nelle narici. Se l’epistassi prosegue per più di mezz’ora è necessario l’intervento del medico.

Quando la perdita del sangue è dovuta ad un trauma, procedere come nel modo sopra descritto. Assicurarsi solo che il trauma non abbia provocato fratture nel setto nasale. In tal caso ricorrere a cure ospedaliere.

 

ASSIDERAMENTO

Evitare assolutamente un bagno troppo caldo o variazioni troppo brusche di temperatura.

Eliminare se necessario gli indumenti bagnati, asciugare e frizionare il corpo dell’assiderato ed avvolgerlo in panni asciutti. Se egli è cosciente , somministrargli bevande calde e zuccherate. Se è inconsciente, praticare la respirazione bocca a bocca.

 

COLPO DI SOLE

Assolutamente indispensabile abbassare la temperatura: a tal fine immergere il paziente in acqua fredda, ( non ghiacciata) e far scendere la temperatura rettale al di sotto dei 38° C. Il soggetto colpito deve stare in ambiente fresco con una borsa di ghiaccio in testa. E’ consigliabile il ricovero in ospedale.

CONGELAMENTO

-         Allentare tutto ciò che può rallentare la circolazione del sangue,

-         Ricoprire la zona congelata con indumenti di lana asciutti e fasciare con una fasciatura molto larga;

-         Far bere liquidi caldi, non alcolici;

-         Sostituire gli indumenti bagnati con coperte di lana;

-         Tenere il soggetto in ambiente moderatamente caldo.

In ogni caso ricordarsi di evitare di avvicinare la parte congelata a stufe, sorgenti di calore o acqua calda, evitare sfregamenti, frizioni o massaggi con indumenti, liquidi o neve.

 

CONTUSIONI

Il rimedio migliore è mettere la parte contusa in riposo. Se la contusione è estesa, il soggetto dovrà rimanere a letto. Se il dolore non è forte, frizionare leggermente con olio d’oliva tiepido; se invece il dolore è forte, usare calmanti generali. Se vi è ematoma, occorre una fasciatura compressiva (borsa del ghiaccio).

Nelle contusioni gravi:

-         Della testa: riposo assoluto a letto, con poca luce e borsa di ghiaccio sul capo tenuto rialzato:

-         Del Torace: in posizione semiseduta senza parlare, borsa di ghiaccio sulla parte contusa;

-         Dell’Addome: evitare cibi e bevande, il dorso deve essere un po’ sollevato ed il cuscino sotto le ginocchia.;

-         Delle Articolazioni: immobilizzare la parte colpita ed applicare compresse fredde.

 

 

CONVULSIONI

Non è possibile arrestare un attacco convulsivo; L’unico aiuto che si può prestare è aiutare il malato a non farsi male durante la crisi. Se è possibile slacciargli gli abiti ed inserire un fazzoletto tra i denti per impedirgli di mordersi la lingua. Se c’è vomito voltargli la testa da  un lato e se c’è difficoltà di respirazione praticare la respirazione bocca a bocca. Se l’attacco fosse dovuto a febbri alte, possono essere utili delle spugnature fredde. 

 

CRAMPI MUSCOLARI

E’ necessario vincere il dolore cercando di riaprire o di muovere l’articolazione contratta, massaggiando la parte interessata. Possono essere utili delle spugnature di acqua tiepida.

 

EMORRAGIE

Emorragia arteriosa: Ricordare che il sangue va dal centro alla periferia. Ricercare il battito dell’arteria interessata. Comprimerla fortemente o fra masse muscolari o contro l’osso. Se la manovra è efficace, se cioè il punto è giusto, il flusso di sangue dalla ferita deve diminuire. Poiché l’arteria ha anche degli altri collaterali che irrorano quella zona, comprimere con compresse di garza anche la ferita. Il laccio va usato solo nei casi di impossibilità a mantenere la compressione manuale. In questo caso, bisogna ricordare con esattezza l’ora ed i minuti di apposizione del laccio. Il laccio può essere lasciato al massimo 45 minuti / 1 ora. Se il trasporto all’ospedale dovesse durare di più, dopo 45 minuti, aprire il laccio per 5 minuti e comprimere nel frattempo la ferita.

Emorragia venosa:  Comprimere un poco la ferita con garze o con la mano, o con qualche giro di benda. Verificare che non ci siano ostacoli al ritorno venoso che possano aumentare il sanguinamento, come vestiti, legacci, elastici, posti a monte della ferita. Favorire il deflusso venoso premendo la zona interessata dalla ferita, più in alto.

 

 

FOLGORAZIONE

Nel caso di lesioni locali, è sufficiente trattare le stesse come delle normali ustioni.

Nel caso invece di lesioni generali è indispensabile agire immediatamente, pena la morte del folgorato. Occorre quindi allontanare rapidamente il paziente dalla sorgente di elettricità badando a non esserne colpiti: servirsi di una canna, un pezzo di legno asciutto, o qualsiasi altro materiale che non conduca elettricità.

Quindi togliere i vestiti, iniziare immediatamente la respirazione bocca a bocca ed il massaggio cardiaco e portare al più presto possibile il soggetto all’ospedale.

 

FRATTURA

La regola fondamentale da ricordare è che non è possibile aggiustare ( ridurre) una frattura. Questa operazione se fatta con imperizia può causare danni irreparabili ed ulteriore dolore. Limitarsi quindi ad immobilizzare la frattura e a trasportare senza scosse il soggetto in ospedale.

 

 

LUSSAZIONE

Il soccorritore non deve tentare in alcun modo di sistemare (ridurre) la lussazione. Un tentativo maldestro di riduzione può provocare anche una frattura.

E’ necessario immobilizzare l’arto leso e trasportare l’infortunato al più vicino ospedale cercando di evitargli scossoni. Ricordarsi che la lussazione è una lesione , e quindi prima si interviene meglio è.

 

 

PERDITA DI COSCIENZA

Trovandosi di fronte ad una persona svenuta, il soccorritore dovrà preoccuparsi in primo luogo di  favorire l’afflusso di sangue al cervello. Lasciare lo svenuto in posizione supina e alzargli le gambe: i piedi devono essere più in alto della testa. Si può bagnare il viso e le mani del soggetto con acqua fresca., ed anche slacciare colletti e bottoni che impediscono la respirazione.  In generale non occorre praticare la respirazione bocca a bocca:  se il malato comunque non rinviene nemmeno con questa, sarà necessario il ricovero immediato.

 

VOMITO

In caso di vomito, la prima cosa da fare, è sospendere l’alimentazione per qualche ora. Il vomito prolungato provoca disidratazione: è necessario quindi somministrare acqua e sale di cucina. Se il soggetto è incosciente, bisogna girargli la testa per impedire che il vomito entri in gola provocando soffocamento.

 

 

 

PIANO DI EVACUAZIONE

ISTRUZIONI PRATICHE

I docenti devono, all'inizio di ogni anno scolastico, assegnare preliminarmente, con la collaborazione del responsabile del servizio di sicurezza, gli incarichi e le mansioni agli studenti per il piano di evacuazione: n. 2 aprifila, n. 2 serrafila.

In attesa che venga installata una sirena per ogni piano, tutti gli utenti di questo istituto, in caso di terremoto, incendio, attentato, grave evento traumatico ed, in ogni caso, al segnale di quattro suoni consecutivi della campanella scolastica, seguito poi da uno continuo, devono:

  1.   interrompere, immediatamente ogni attività;
  2.   mantenere l'ordine e l'unità della classe durante e dopo l'esodo;
  3.   allontanarsi dalle aule, dalla palestra, dai laboratori, dagli uffici, in modo celere ma ordinato, senza cartella e zaino, indumenti o altro;
  4.   disporsi in fila evitando il vociare confuso, grida e richiami (la fila sarà aperta dai due studenti designati come APRIFILA e chiusa dai due studenti SERRAFILA);
  5.   attenersi strettamente a quanto ordinato dall'insegnante nel caso si verifichino contrattempi che richiedano un'improvvisa modifica delle indicazioni del Piano di evacuazione;
  6.   gli insegnanti allontanarsi con il registro di classe;
  7.   dirigersi verso le uscite di sicurezza all'esterno, secondo le direttive e le distribuzioni qui di seguito previste, uscire all'esterno ed allontanarsi dai muri della scuola

 

          a) piano superiore:

-                          gli  occupanti  le  aule  n. 1/ 2/ 3/ 4/ 10/ 16, più quelli che si trovano nei

              laboratori di Informatica, Fisica, Chimica, Biblioteca;

              USCITA DI EMERGENZA N. 1, Via Turi;

 

-                          gli occupanti le aule n. 5/ 6/ 8/ 9/:

              USCITA DI EMERGENZA N. 3, Via G.L. Sabato;

 

b) piano terra:

-                          uffici di Presidenza, di segreteria della Presidenza, di direzione

              amministrativa e  di segreteria:

              USCITA DI EMERGENZA N. 1, Via Turi;

 

-                          gli occupanti la sala docenti e le aule n. 24/ 25/ 26/ 28/ 29/ 30/ 31:

              USCITA DI EMERGENZA N.2 ED INGRESSO DELLA SCUOLA;

 

-                          gli occupanti le aule n. 27/ 32/ 33:

              USCITA DI EMERGENZA N. 3, Via G.L. Sabato;

 

-                          gli occupanti  le  aule n. 35/ 36/ 38,  più  quelli  che  si trovano nella

              sala di proiezione:

              USCITA DI EMERGENZA N. 5, Via G. L. Sabato;

 

a)                      palestra e locali attigui:

-                          tutti gli occupanti:

              USCITA DI EMERGENZA N.4 E N.3, Via G. L. Sabato.

 

SUCCURSALE

VIA V. PETRUZZI, n. 18

a) piano rialzato:

•  gli occupanti le aule n. 3 / 4 / 5, più quelli che si trovano nel bagno maschile:

USCITA DI EMERGENZA A , Via Petruzzi.

•  gli occupanti le aule n. 1 / 2, più quelli che si trovano nel bagno femminile, nella Sala multimediale e nella Sala docenti:

USCITA DI EMERGENZA B , Via Serio;

 

 

5 - ORARIO DI FUNZIONAMENTO ORDINARIO DELL'ISTITUTO

A. S. 2009-2010.






            DAL LUNEDI AL SABATO
                        ore 7.50 - 14.10

            MARTEDI E GIOVEDI
                        ore 15.30 - 18.30