Liceo "Ettore Majorana" di Putignano

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Liceo Scientifico Statale

 

 

EDINBURGH, città

VIAGGIO STUDIO

26 novembre 6 dicembre 2007

classi 3A - 3D - 3TA - 4A - 4D

Accompagnatori: proff. Pierina SERIO e Domenica SPINELLI

EDINBURGH

INSPIRING CAPITAL

Trepidanti, in quarantasette affolliamo la ormai celebre Piazza San Pio con le nostre enormi valigie l'umida sera del 26 novembre. Tra una raccomandazione dei genitori e una rassicurazione dei figli, il tempo passa e del nostro pullman con cui affrontare i chilometri che ci dividono dall'aeroporto di Milano Malpensa, neanche l'ombra. Un quarto d'ora, mezz'ora… Come se non bastasse inizia anche a piovere. “Secondo me non si parte più!”, “Perderemo l'aereo!”: queste le angoscianti voci che corrono tra noi. Qualche telefonata del Preside, come al solito, risolve tutto: il pullman ci raggiunge assistendo ai nostri sospiri di sollievo. Caricati i pochi (??) bagagli, fatti gli ultimi saluti, partiamo. E dopo una decina di ore di risate, canti e tentativi di dormire, Malpensa ci accoglie. Superati con curiosità e sollievo i vari controlli per il peso delle valigie e terminato il check-in, c'imbarchiamo sul volo Easy Jet.

Sono ormai passate due ore e mezza: mandate indietro di un'ora gli orologi, siamo ad Edimburgo! Ad accoglierci una pioggia sottile e tante nuvole grigie: ma sarà sempre così?? Dopo qualche minuto d'attesa (Ciccio ed il suo famoso zaino…) il pullman scozzese si mette in moto, attraversa strade di una città così diversa da quelle che siamo abituati a vedere, e ci lascia dinanzi all'EAC College, quello che sarà la nostra scuola per una settimana. Dopo un discorso introduttivo di Colin the school manager, veniamo prelevati dalle famiglie e iniziamo effettivamente la nostra avventura scozzese.

Wednesday Ci alziamo non molto volentieri e crediamo in un errore dei nostri cellulari-sveglia perché fuori è ancora buio pesto. Già, perché qui il sole (se non ci sono nuvole, cosa rara) fa capolino non prima delle 8:30. Così, assonnati e infreddoliti raggiungiamo Queen Street, in pieno centro, e facciamo il nostro ingresso nel college. Veniamo divisi in gruppi e poi via in aula per i primi 90 minuti di lezione nel capoluogo scozzese! Alle 13 divoriamo curiosi il packed lunch preparatoci dalle nostre padrone di casa, e molti si dicono: “Pizza Hut, McDonald's: domani tenetemi qualcosa in caldo!”.

Che viaggio degno del Majorana sarebbe senza qualche sana camminata in salita? Ebbene, anche questo viaggio prevede un lungo walking tour con tanto di una “piccola” salita per raggiungere il castello della città! Dopo un'occhiata al panorama, facciamo la conoscenza di Bobby, il più fedele cane della città, che fece la guardia alla tomba del suo padrone per ben quattordici anni e così si garantì l'affetto e le cure dei cittadini. Bobby è stato talmente importante che gli è stata eretta una statua ed è diventato il soggetto di un film della Walt Disney! Un altro pezzo di storia e tradizioni edimburghesi è “the heart of Midlothian”, un cuore realizzato sul pavimento antistante l'importante Cattedrale di Sant'Egidio, centro della vita della città per quasi un secolo. La particolarità di questo cuore è che per tradizione, se si sputa al suo centro si ha fortuna. Ci credete? Alcuni di noi si.

La prima giornata ad Edimburgo finisce con questa lunga ed interessante camminata, e con tutte quelle decorazioni natalizie che già affollano strade e vetrine.

Thursday Lasciate le nuove curiose abitazioni edimburghesi con il grigio dell'alba delle otto, andiamo al college per la quotidiana razione d'inglese e per riempire poi, per quanto è possibile, i nostri stomaci in mezz'ora: oggi la pausa è dimezzata, dobbiamo raggiungere in fretta Linlithgow per aggiungere una nuova città con il suo palace alle nostre immagini scozzesi. Linlithgow non è una città qualsiasi, infatti un tempo è stata addirittura capitale della Scozia! Le prime notizie che ci giungono sull'esistenza di un edificio imponente in Linlithgow, risalgono al 1300 circa, quando Edoardo I (il re inglese tanto odiato da William Wallace) fece costruire in questa città una fortezza. Già nel 1314 la città passò nelle mani scozzesi. Il palazzo com'è ora è il risultato dei lavori voluti dal re James I di Scozia e dal re James VI, ed è ormai una rovina perché nel 1746 gli Inglesi lo incendiarono. Rovina o meno il palazzo di Linlithgow offre al visitatore uno scenario spettacolare e di certo se ci fosse stato il preside non si sarebbe fatto intimidire dal vento gelido che tagliava le mani ed avrebbe scattato un centinaio di fotografie!! Molti di noi cercano di sostituirlo con foto di gruppo nelle foto più disparate e tutti ci misuriamo con le scale a chiocciola delle torri: i gradini non finiscono mai, ma giunti in cima capiamo che ne è valsa la pena! Lasciato il palazzo e svuotati i nostri portafogli nei bar, rientriamo ad Edimburgo: qualche fugace acquisto e poi raggiungiamo con pochi passi le nostre fermate in Princes Street per prendere i bus Lothian e rientrare in famiglia in tempo per l'inusuale cena delle 18:30.

Friday oggi dopo le lezioni si rimane in città per visitarne l'immenso castello guardato mercoledì solo dall'esterno. Fortezza dalla storia assai lunga il castello di Edimburgo era abitato già dal re Malcolm III e consorte, Margaret, per la cui morte, avvenuta nel 1093, venne eretta una cappella ancora esistente. Svolto un ruolo importante attraverso i secoli, questo castello venne utilizzato durante le guerre contro Napoleone come efficiente prigione per i prigionieri francesi. Al giorno d'oggi il castello di Edimburgo appare come una moltitudine di contrasti che riescono brillantemente a vivere in armonia e che ci hanno affascinato appena varcata la soglia d'ingresso delle mura. Inutile dire che anche qui le foto si sprecano, inevitabile data la vista stupenda e le magnifiche costruzioni del castello. Magnifici certo i gioielli della corona, ultima tappa di un percorso obbligato all'interno del castello, affollato da turisti di ogni provenienza. A spingerci verso l'uscita è la fame e l'acquolina per la cena che ci aspetta: la giornata infatti non si chiude qui ed il ritorno in famiglia non è obbligatorio per l'ora di cena! Parte quindi l'assalto ai vari fastfood che ormai abbiamo imparato a conoscere bene e sperperiamo in acquisti e regali altre sterline prima di tornare al college per il Quiz night. Divisi in squadre secondo un'estrazione non ancora del tutto chiara ci attribuiamo nomi decisamente particolari e mettiamo quasi in crisi Mr. Sorriso Splendente (un insegnante)!! Anche questa giornata volge al termine attraversiamo il centro quasi deserto e torniamo silenziosamente in famiglia, il quartiere animato solo da qualche risata di ragazzi che possono fare tardi, tanto il sabato la scuola qui è chiusa (perché da noi no??).

Saturday La sveglia suona un po' prima oggi: bisogna essere al college per le nove, perché partiremo alla volta di Stirling! Questa città non poteva assolutamente mancare tra le nostre visite; infatti con suo immane castello ha svolto un ruolo molto importante nella storia scozzese. Per molti anni, questa città era chiamata “ la chiave per la Scozia” perché rappresentava il più importante collegamento per il nord ed il sud del paese. Inoltre, il suo castello, che per posizione ricorda tanto quello di Edimburgo, ha visto alternarsi il potere inglese e scozzese ed è stato teatro di molte battaglie. Da notare, la statua del re scozzese Robert de Bruce che nel 1314, con la battaglia di Bannockburn, portò la Scozia all'indipendenza, arriviamo quindi a questo castello, e rimaniamo immobili per la vista mozzafiato e…per il freddo! E allora via a cercare un po' di calore nel negozietto di souvenir del castello o nel bar con una cioccolata calda(in realtà non è altro che latte e cacao in polvere) ed un bel mega muffin! Entriamo anche nel castello e a dir la verità le nostre aspettative vengono deluse: “ E' un po'… vuoto!” è il nostro commento. Lasciatoci alle spalle il castello ci aspetta una lunga camminata, ma per lo meno è tutta in discesa: si va a passo svelto verso la galleria d'arte! A catturare la nostra attenzione più che le ricostruzioni di spaccati di storia scozzese sono delle tavolette di plastilina dove poter lasciare segno del nostro passaggio. Anche questa visita è terminata, abbiamo qualche ora di libertà! Mete preferite? Il Burgerking ed il centro commerciale per un po' di sano shopping! Così, carichi di buste e con i portafogli un po' più leggeri, torniamo alla “nostra” città e famiglia per un'altra cena delle 18:30 sul divano davanti alla tv ed un altro panino alla Nutella in camera!!

Sunday Il sole stamattina è già sorto quando scendiamo dal nostro bus in Princes Street, con noi non abbiamo il solito zaino con i fogli di scuola: già, perché oggi è indispensabile soltanto un portafogli ben fornito, è la giornata libera da attività organizzate dal college. Anche noi giovani italiani assetati di shopping affolliamo i marciapiedi del centro insieme ad una miriade di persone: la domenica gli scozzesi, e non solo, spendono i loro stipendi! Molti di noi invece si riversano sulla pista ghiacciata del centro improvvisandosi pattinatori: non possono mancare video e foto di cadute e cadute e cadute, certamente uno dei momenti più esilaranti di tutto il viaggio. Ahinoi anche questa giornata volge al termine, alle 18:30 tutti in famiglia per la cena all'ora della merenda!

Monday Dopo due giorni di pausa riprendono le nostre lezioni ed i nostri pranzi alternativi e si continua con le visite: oggi ammiriamo il Royal Museum of Scotland. Edificio d'epoca vittoriana, questo museo rappresenta la simbiosi tra la Scozia ed il resto del mondo, attraverso innumerevoli manifestazioni artistiche di ogni epoca (si va da milioni di anni a pochi decenni fa). I settori espositivi spaziano dalla geologia alla tecnologia, passando per l'archeologia, le scienze e l'arte. Degni di nota, la riproduzione della pecora Dolly, il settore espositivo dell'Antico Egitto, uno stravagante abito di Elton John e il “Millennium Clock”. Impressionanti le fedeli riproduzioni di animali ed i robot del settore della tecnologia. Per non parlare dei servizi da tè in oro d'età napoleonica e degli svariati cannocchiali e telescopi. Molti sono i visitatori che come noi rimangono a bocca aperta davanti a queste collezioni e c'è chi ne approfitta per buttare giù qualche schizzo, come quegli studenti inglesi che hanno scambiato quattro chiacchiere con alcuni di noi. Peccato dover andar via, essere riassorbiti dalla città con i suoi taxi, le sue luci colorate, i suoi lavoratori che tornano a casa armati di I-Pod e quotidiano. Anche noi rientriamo, in tempo per la tipica cenetta scozzese.

Tuesday Oggi è il nostro ultimo giorno di scuola in Scozia! Dopo le foto ricordo con i prof. e l'ultimo packed lunch consumato sui comodi divani della sala comune, si svolge la nostra ultima visita nella città: la Galleria d'Arte Moderna. Osservati da stanchi guardasala ci improvvisiamo critici d'arte dando una nostra interpretazione alle varie opere. Dopo aver radunato tutti, usciamo e ci dirigiamo di corsa in Princes Street per prendere il bus, tornare in famiglia per una cena più veloce del solito e salire il prima possibile su un altro bus diretto al centro della city. Questa giornata non termina con la solita dinner perché si va a ballare…il Ceilidh (la danza scozzese). Nonostante i primi minuti di straordinario imbarazzo, molti di noi si misurano con questa danza un po' particolare cercando di interpretare le indicazioni poco chiare del cantante. Anche se qualcuno propone di ballare tutto come una polka, si cerca di prendere esempio dai ballerini scozzesi. Il risultato? Tante tante risate! Quando usciamo dal locale sono appena le 22, si potrebbe rimanere, in fondo è l'ultima sera! Ma sotto lo sguardo minaccioso delle prof., che ci hanno tenuto a bada per tutto il giorno, finiscono le proteste e torniamo mesti in famiglia per fare le valigie (sperando di poterle chiudere) e per l'ultima dormita in quel di Edimburgo.

Il giorno dopo è quello del viaggio, e che viaggio! Passati i rigidi controlli inglesi all'aeroporto, per i quali molti si sono ingegnati a trasformare due bagagli a mano in uno, voliamo veloci verso l'Italia. Arrivati a Malpensa scendiamo le scalette dell'aereo Easy Jet con certo meno entusiasmo di otto giorni prima, e i “sorry” vengono pronunciati senza pensarci. Siamo certi di essere di nuovo in Italia solo dopo qualche ora, in un autogrill, dove assaporiamo dopo nove giorni la nostra tanto amata pasta!

Daniela CICI 3D