Liceo "Ettore Majorana" di Putignano

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Liceo Scientifico Statale

 

 

KATEDROMOS

IL CATECHISMO DELLA SICUREZZA STRADALE

15 febbraio 2006

prof. Leonardo INDIVERI

 

Si è svolto mercoledì 15 febbraio, per le classi dal secondo al quinto anno, l'incontro KATEDROMOS, il catechismo della sicurezza stradale.

Già dall'inizio s'intuisce che non si tratta di una semplice conferenza come tutti credono, ma di qualcosa di più. Le aspettative non troppo rosee sull'incontro sono subito stravolte. Concluse le presentazioni di rito, si comincia con un minuto di silenzio. 60 secondi, come sottofondo un battito cardiaco e davanti ai nostri occhi sessanta flash, sessanta immagini un po' troppo reali. Un minuto scandito dalle foto di incidenti stradali in memoria dei caduti della strada, 9000 in Italia ogni anno.

”Ho cercato il modo più giusto per avvicinarmi ai ragazzi, per ottenere il silenzio senza doverlo chiedere. Ho parlato la loro lingua fatta di suoni e immagini”. Così Leonardo INDIVERI , responsabile dell'iniziativa, spiega il perché dell'uso di video, foto e musiche per parlare di sicurezza stradale. L'idea del katedromos, promossa dallo stesso Indiveri, nasce dalla sua esperienza personale, dal suo coinvolgimento in questo problema che ci riguarda tanto da vicino e sembra essere sempre tanto lontano. ”Ho capito che potevo e dovevo fare di più dopo che un ragazzo, patentato nella mia autoscuola, ha perso la vita dopo solo un mese e mezzo di patente. Mi sono sentito responsabile.”

Così ha preso la sua valigetta e ha cominciato a girare per le scuole d'Italia, sensibilizzando i ragazzi all'uso del casco e alla prudenza sulla strada. I primi tentativi sono stati dei fallimenti, poi ha capito che i ragazzi andavano avvicinati e conquistati. Dalla collaborazione con Antonio COLADONATO, presidente dell'associazione”VIVI LA STRADA” , e Antonio MINELLI, nasce l'attuale veste multimediale del katedromos.

Aiutato da video e foto reali, Indiveri illustra in termini pratici l'uso del casco ele principali misure di sicurezza in auto. Le foto e i video dei crash test ottengono l'effetto desiderato: coinvolgono. Molto efficace è anche il continuo alternarsi di queste scene drammatiche a momenti di gioco e risate: pubblicità che ironizzano sulla morte, esperimenti sull'uso del casco e i commenti dello stesso Indiveri, che si dimostra un simpatico maestro di vita.

E' nella conclusione, però, che si nasconde il messaggio più forte. Prima il ricordo del famoso cantante, Alex Baroni , morto in un incidente con la sua moto, e poi due testimonianze davvero toccanti. Sono di una madre e di un padre che hanno perso i loro figli sulla strada. “I ragazzi sono così, si sentono dei padreterni, non credono mai che possa capitare a loro” , le parole di questi genitori zittiscono la sala conferenze. E' difficile non fermarsi un attimo a riflettere.

”Dai commenti degli stessi ragazzi,ho capito quanto queste testimonianze li colpiscano. Non pensano a cosa significhi, per un genitore,perdere un figlio”, commenta così Indiveri, e la commozione che si è vista tra i ragazzi ne da un'ulteriore conferma. Le stesse emozioni sono condivise da tutti, anche dai rappresentanti delle istituzioni, presenti in sala. I commenti dei ragazzi sono tutti positivi alla fine dell'incontro.”il linguaggio era quello giusto. E' riuscito a darci lo spunto per riflettere”; ”sicuramente è stata un'esperienza molto positiva, vicina ai giovani e comunicativa”.

Abbattuto lo scetticismo iniziale anche i professori si dicono stupiti” E' bello che sia riuscito a far riflettere i ragazzi, speriamo solo che le emozioni provate durino, perché spesso si perdono dopo qualche giorno”.

Lo stesso responsabile dell'iniziativa afferma che gli basterebbe sapere che dei 400 ragazzi incontrati, 10 abbiano capito veramente. Ci si augura che il messaggio sia stato accolto da quante più persone possibili, che le immagini siano sempre vive nella nostra mente, che si possa far qualcosa contro questo problema che uccide più di una guerra.

 

Poesie

Articolo scritto da Anna PASCALE 5A