
La tigre e la neve
Titolo originale: |
La tigre e la neve |
Nazione: |
Italia |
Anno: |
2005 |
Genere: |
Commedia |
Durata: |
118' |
Regia: |
Roberto Benigni |
Sito ufficiale: |
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Cast: |
Roberto Benigni , Nicoletta Braschi , Jean Reno , Tom Waits |
Produzione: |
Melampo Cinematografica |
Distribuzione: |
01 Distribution |
Data di uscita: |
14 Ottobre 2005 (cinema) |
Trama:
Attilio è un poeta, e anche docente di poesia in una università per stranieri a Roma. Siamo nel 2003, La guerra in Iraq non è ancora scoppiata, anche se si comincia già a respirarla. Attilio sembra vivere in un mondo tutto suo, in una dimensione letteraria, incantato dalla voce alta e sublime dei poeti che ama di più. È un artista piuttosto conosciuto, ha da poco pubblicato una raccolta dal titolo La tigre e la neve, un libro apprezzato dagli appassionati. Le vicende del mondo sembrano solo sfiorarlo, si è innamorato di una donna che tutte le notti sogna di sposare. Si chiama Vittoria e purtroppo non vuol sapere niente di lui. Anzi si spazientisce di fronte alle allegre blandizie di quel poeta testardo e così totalmente e irragionevolmente innamorato di lei. Attilio la insegue, le fa la posta, le promette felicità eterna, si stende davanti a lei come un tappetino. Ma Vittoria, niente, non vuol saperne. Anche lei si occupa di letteratura, ma da studiosa, sta infatti scrivendo la biografia del più grande poeta iracheno il quale, dopo aver abitato a Parigi per tantissimi anni, adesso torna a Bagdad, nella sua vecchia casa, perché, nel caso in cui la guerra scoppiasse, vorrebbe trovarsi insieme ai suoi concittadini. Vittoria e Attilio lo incontrano per un momento a Roma.
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CINEFORUM “La tigre e la neve”
Interpreti: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Jean Reno
Nei giorni scorsi noi studenti del biennio abbiamo partecipato ad un cineforum, guardando l'ultimo bel film di Roberto Benigni e dibattendo a lungo, successivamente, sui significati del lavoro.
Questa volta, l'omino che sorride sempre, che non si lascia mai abbattere, ma che, al contrario, continua a lottare in un mondo dilaniato dalle ingiustizie e dalle guerre, perché innamorato “follemente” non solo della vita, si chiama Attilio, ed è un poeta capace di improvvisare, di inventare, di sognare.
“Ama il tuo sogno, disprezza ogni altro amore” cita Benigni, ed è proprio dall'esigenza di raccontare come un sentimento così grande, quale l'amore, permette di compiere follie e di superare ogni limite, che è nata l'idea del film.
Il protagonista Attilio De Giovanni, docente di poesia all'Università di Roma, è appassionatamente innamorato della moglie Vittoria, dalla quale ha avuto due figlie, e che l'ha lasciato dopo il suo tradimento con una collega.
Vittoria resiste al corteggiamento goffo e ossessionante dell'ex-marito e promette che torneranno insieme solo quando vedrà una tigre camminare sotto la neve, avvenimento praticamente impossibile a Roma.
Egli la sogna tutte le notti, la segue ovunque e la raggiunge persino in Iraq dove, a causa di un' esplosione, ella è rimasta gravemente ferita. Con l'aiuto di Fuad, un amico iracheno, anch'egli poeta, riesce a procurarsi le medicine per curare l'amata, superando numerosi ostacoli e sostenendosi con la propria fede. Vittoria si risveglia dal coma, mentre Fuad, stanco di vivere tra gli orrori della guerra, decide di togliersi la vita impiccandosi.
Tornata a Roma, Vittoria, incredula, vede passare davanti a lei una vera tigre sotto una cascata di polline bianco come la neve e i due protagonisti, finalmente, ritornano insieme.
I temi principali del film, strettamente collegati tra loro, sono l'amore, la guerra, la poesia, la fede.
L'amore folle che Attilio prova nei confronti della moglie non si ferma davanti a nessun tipo di ostacolo: neanche davanti alla guerra: infatti, egli sopravvive in un campo minato, viene catturato, ma poi liberato, dai soldati americani, fa l'impossibile per procurarsi i medicinali necessari. Nel film emerge un altro gesto d'amore molto significativo: un grande saggio iracheno, amico di Fuad, finge per 12 anni di essere cieco, pur di non far soffrire la moglie sfigurata dal vaiolo.
Per Benigni l'amore, non solo inteso come un sentimento tra due persone, ma anche come amicizia, voglia di vivere, è fondamentale, indispensabile: è come una tigre che sbrana, non lascia scampo.
Anche la poesia ha un ruolo importante: essa con la sua forza diffonde armonia, tranquillità, rende magico ogni momento; il poeta ad essa ricorre per farsi coraggio, per darsi forza, per esprimere al meglio la sue emozioni, i suoi sentimenti. Frequenti sono i riferimenti ai versi di poeti, quali Borges, Montale, Ungaretti, Margherite Yourcenair.
Molto significativo è i momento in cui Attilio, non potendo fare più nulla per aiutare Vittoria, aspetta che ella si risvegli e, sebbene non sia il suo Dio, rivolge il “Padre Nostro” ad Allah, con la speranza che lo ascolti.
Il titolo del film ha un significato profondo: “La tigre e la neve” sono due elementi contrapposti come la guerra e l'amore, che con la sua forza incontenibile rende possibile qualunque cosa.
Questo film non va visto come un atto di protesta contro qualcosa, in questo caso la guerra tra Iraq e USA, bensì come un film per la pace, l'amore, la poesia, come quasi tutti i film di Benigni che ci fanno riflettere e sognare.
La scenografia è ben curata; gli ambienti sono ben allestiti con particolari che rendono bene l'idea del territorio in cui è ambientato il film, anche se talvolta è elementare in quanto è ben visibile l'effetto computerizzato.
Le musiche di Piovani e di Fellini sono soavi e rilassanti e si adattano bene al contesto delle varie scene. La canzone del sogno ricorrente di Attilio, in boxer e canottiera tra le rovine di un tempio ortodosso, rischiarato dalla luna, è di Tom Waits, che appare nel sogno stesso seduto ad un pianoforte a suonare e cantare la melodia.
Maria Luisa GERAMO 1C