DIFFICILE DIMENTICARE AUGSBURG


AUGSBURG 11-18 marzo 2010

partecipanti:

  • Preside Prof. Pietro GONNELLA, poff. Domenica SPINELLI e Antonia FANELLI;

  • studenti Michael ANDRESINI 3D; Erika BIANCO 3B; Francesca GALLUZZI 3A

DIFFICILE DIMENTICARE AUGSBURG

Bellissimo viaggio in Baviera nell’ambito del progetto europeo Comenius. Sbarchiamo l’11 marzo a Monaco in uno scenario surreale, tutto bianco di neve e con un gran freddo. Ci aspetta all’aeroporto Heida con un cartello ammiccante. Scortiamo i nostri tre studenti, Michael, Francesca ed Erika fino all’hotel di Augsburg mentre nevica ancora. Qui troviamo le famiglie tedesche alle quali affidiamo i nostri “piccoli”. Veloce spuntino con Hudo e tutti a riposare per oggi.

Il giorno dopo ci rendiamo veramente conto della neve tedesca. Prime escursioni per le vie di Augsburg alla scoperta della città, una volta Augusta, dei suoi bellissimi viali e delle superbe piazze, come quella del municipio. Anche i nostri giovani, che credevamo, a torto, rintanati negli agi delle case bavaresi, girano per la città imbiancata, divertendosi, come è giusto che sia alla loro età, con le palle di neve.

A sera, mentre i “grandi” si radunano con innocenza nella meravigliosa casa di Hudo, i “piccoli” maliziosamente vanno in una “beer haus”, prendendosi il lusso di ballare sui tavoli.

Sabato 13 è il giorno dell’arrivo di tutte le delegazioni. Arrivano i Turchi di Gaziantep, i Polacchi di Zyclin, gli Inglesi di Penzance. Neanche il tempo dei saluti che subito tutti si va, è sabato, a bere in un pub. Nelle vie rossastre dalle luci serali, alcune stranezze ci incuriosiscono, come l’air emotion”, giro sui tetti delle case, imbracati nell’aria gelida come uccelli notturni, alla cima ed alla punta estrema di una gru. Quindi l’incanto notturno della piazza del comune, la birra a fiumi nel pub Konig von Flandern e tanta allegria.

Mentre i nostri giovani si danno alla cucina, domenica 14 marzo docenti e presidi vanno a Monaco con il treno. Sbarcati nell’efficiente stazione bavarese, in breve nell’aria di ghiaccio, raggiungiamo il centro, dove il Preside del Gymnasium, Peter, ci fa da guida.

Sotto una nevicata che il vento sferzante ci sbatte in viso, continuiamo il nostro tour gelido, alla scoperta di palazzi severi, fino al calduccio di una mostra, Baby jet nella Hausderkunst, sulle frasi celebri dell’era nazista.

Instancabile, il Preside Peter ci porta per parchi, strade, viali, vetrine, isole pedonali, fino all’Orlando Platz dove ci fa visitare una delle più famose e grandi birrerie di Monaco, la Hofbrauhaus e l’Hard Rock Cafè. I Presidi Pietro, Peter ed Erkan appaiono soddisfatti. Non nevica più.

Dopo grossi boccali di birra che ci fanno sentire ancora di più il freddo, riprende il tour nella capitale del Bayern: Theater in Frauenhofer, Marienplatz con le fontane ghiacciate, antiche porte; il mastodontico Rathaus; la torre Alter Peter sulla quale, impavidi, saliamo sferzati da un terribile vento glaciale e dalla quale ammiriamo una vista mozzafiato della città sulla chiesa Angel Kloster con la torre della televisione sullo sfondo.

Lunedì 15 si va a scuola. 21 studenti di sette nazionalità diverse si conoscono reciprocamente, come anche 21 docenti e presidi. Bionde e brune, Turchi e Norvegesi, Italiani e Polacchi, Inglesi rigorosamente in divisa e Tedeschi, cercano di capirsi in inglese e di volersi bene. Viva l’Europa!

Vengono presentati il progetto, il logo vincitore, l’autrice di esso, la nostra Francesca Galluzzi; quindi lo stato di avanzamento delle ricerche ed una breve presentazione della propria scuola e della propria città da parte di tutte le delegazioni: inglesi, italiane, (il carnevale, il Majorana show, la celebre foto di insieme, l’altrettanto celebre foto della cittadina dall’alto, le statistiche), norvegese, polacca, turca (con i suoi minareti, i tratti orientali dei visi…). A conclusione una docente del Maria Theresia Gymnasium espone una lezione sulle piante e sulle loro possibili modificazioni.

Si va quindi al Rathaus, al municipio costruito nel 1615, simbolo della città, dove si viene ricevuti dal sindaco della città in una sala splendida, tutta dorata, la “Sala d’oro”. A lui il solito dono della nostra terra, i freschi trulli di Alberobello, ma anche doni dagli inglesi impettiti. Le varie delegazioni fanno a gara a fotografarsi con il primo cittadino bavarese, come la nostra e quella turca. Ma anche a socializzare maggiormente, a scambiare conoscenze, ad esprimere compiacimento per il gradevole momento. Piccolo ma significativo rinfresco; piace sostare intorno ai tavoli istituzionali fino alla foto finale generale di tutti gli ospiti.

Assolta l’ufficialità della visita, si esce leggeri dal municipio, per raggiungere, guidati dal mitico Hudo, un istituto alberghiero, la Fachakademie al n. 79 di Maximilianstrasse, per consumare uno stranissimo e frugale pranzo. Successivamente si visita il Duomo romano-gotico dedicato alla Madonna con notevoli affreschi e navate severe. Visitiamo anche il centro storico, cuore della città, con molti locali e librerie dedicate a Brecht e la casa natale di Bertolth (1898), tipico edificio a stralicciatura lungo un canale del fiume Lech. Quindi la Fuggerei, il complesso di case popolari più antico del mondo, fondato nel 1521 dal ricco Jakob Fugger per i cittadini di Augusta di fede cattolica caduti in povertà, cui faceva pagare (e pagano tuttora) un euro annuo di affitto, purchè pregassero per lui tre volte al giorno. Il più famoso abitante di queste case fu Franz Mozart, il nonno del famoso compositore di Salisburgo. Jakob Fugger invece abitava in uno splendido palazzo residenziale in Maximilianstrasse. Su questa importantissima arteria cittadina ammiriamo anche il palazzo patrizio del banchiere Liebert von Liebenhofen, tante altre celebri case a noi non note e la Torre di Perlach, accanto al municipio.

A sera si va tutti al Festhalle, dove si celebra la festa della birra di primavera. Boccali enormi di birra bavarese si avvicinano alle nostre labbra senza apparenti conseguenze (se non quella del bagno) ed una grande allegria pervade tutti al suono ritmico della musica del Bayern. I brindisi e le onde si sprecano, fino al regalo di un grande cuore a tutte le signore da parte di quel mattacchione di nome Hudo.

Martedì 16 l’intero gruppo si trasferisce a Monaco col treno rosso fiamma. Tutti i giovani europei possono così vedere una grande, ordinata ed efficiente stazione ferroviaria. A Monaco il tempo non è dei migliori, anche se non c’è il ghiaccio ed il gelo di domenica. Dalla porta west entriamo nell’immensa isola pedonale e commerciale, nella quale ammiriamo bellissimi negozi. Grande ammirazione in Marienplatz per il Rathaus, il municipio, un immenso edificio gotico. Il Deutsches Museum è la meta della nostra camminata, anche lungo le sponde del fiume Isaar. Tutto il nostro viaggio verte sulle biotecnologie ed al museo ci andiamo per questo. Indossati tutti gli studenti dei bianchi camici, si sale su di un’astronave sospesa nel vuoto, all’interno della quale in gruppi misti, gli studenti, inserito un gene in un plasmoide di un batterio, eseguono l’elettroforesi sul gel per verificarne il risultato. Mentre i giovani effettuano tali esperimenti i proff. visitano il museo dell’aeronautica.

Lasciato il mastodontico Deutsches Museum alle spalle, un rapido volo all’Hard Rock, dove, altrettanto a volo si acchiappa qualche maglietta da portare in Italia e si ruba qualche foto con i miti. Si visita il mercatino della frutta vicino al vecchio Rathaus e poi si fa shopping in Marienplatz, sempre dominata dall’immenso Rathaus.

A sera, mentre i nostri giovani ritornano alla beerhaus, a festeggiare l’amicizia europea in un’atmosfera non proprio ecclesiale, i proff. ammirano gli scenari notturni di Augsburg, concludendo anch’essi la giornata dinanzi ad immensi boccali.

Mercoledì 17. Con la nostalgia  che comincia a far capolino pensando al domani, giorno di partenza, andiamo tutti al Cinemaxx, grande complesso cinematografico, commerciale e ricreativo di Augsburg, dove è stato proiettato un film documentario ancora inedito in Italia, Food inc. che ha denunciato la concentrazione nelle mani di pochissime grandi aziende americane della ricerca e delle modificazioni genetiche sulle piante e sugli animali; ciò ha generato timori ma anche preoccupazioni sul tipo di cibo che si consuma nei tanto amati MC Donald e simili.

Successivamente, quasi per distrarci da questi tristi pensieri, quasi tutti, studenti e proff. dal cinemaxx scendiamo con un contorto tubo al piano sottostante.

Quindi, in una bella giornata di sole freddo, nel centro di Augsburg entriamo in un primo negozio alla ricerca di prodotti bio. Addirittura i gestori, che conoscono bene l’inglese, oltre la loro lingua, ci spiegano origini ed utilità di tali prodotti. Ancora nel freddo, anche se c’è il sole, tra curiosità e ammirazione di splendide case, fino ad un altro negozio bio. Anche qui si rinnova lo stupore per i negozianti, che conoscono bene l’inglese (da noi è una fortuna se sanno parlare correttamente l’italiano) e che ci danno lezione di cultura e di scienze.

Conclusa quest’altra fase del nostro viaggio, riattraversiamo la città, Maximiliantrasse ed altre, per recarci finalmente alla scuola tedesca, il Maria Theresia Gymnasium. Qui, nella sala grande, ascoltiamo l’inno del nostro progetto (che ha scritto e composto quel mattacchione di Hudo) dal coro gentile del Maria Theresia. Viene successivamente presentata la scuola, il progetto Biotechnology; vengono offerti i doni ufficiali; si effettuano ancora le foto di amicizia (qui i quattro presidi); quindi un gradito spuntino che cementa ancora di più le nostre splendide amicizie. Simulazione poi di un consiglio comunale, che deve decidere se dare o meno il via alle modificazioni genetiche. Ovviamente la conclusione è per il no. Prima di lasciare la scuola, altre foto su quei gradini che forse gli studenti tedeschi non amano troppo salire quotidianamente.

In questa lunga giornata, che sembra non dover finire mai, mentre i giovani si preparano al ballo finale, i proff. a casa di Hudo, addobbata tutta di bianco e celeste, i colori del Bayern, ascoltano musica con strumenti ricavati dagli ortaggi, avvicinano alle labbra ancora boccali, riparlano di biotecnologie e di OGM in una sana allegria. Così a sera tarda ci si incontra tutti al Krad-halle per ascoltare un concerto finale con i Rolling Stones Cover Band e ballare fino a sfinirsi, visto che questa è l’ultima sera. Con sorpresa troviamo tante studentesse del Maria Theresia in abiti bavaresi che, ballando disinibite, danno il via alle danze. Per scacciare qualche eventuale dubbio che albergasse ancora in qualcuno, questa sera, incitati da Hudo, l’Europa c’è ed al ritmo universale dei Rolling Stones, Polonia e Turchia, Italia e Germania, Inghilterra e Norvegia e Bulgaria non esistono più, esiste l’amicizia giovanile europea e quella ragionata dei proff., entusiasti come tutti noi. Come non sentirci felici, soprattutto Michael ricercato dalle ragazze di ogni latitudine (qui tre nazionalità, lui è della quarta). Viene ancora cantato l’inno ufficiale del nostro progetto e, dopo mezzanotte, la premiazione dei giovani e quella dei proff. prima dei balli conclusivi.

Giovedì 18 è un giorno triste. E’ il momento dei saluti per l’imminente partenza: mesti, carichiamo i bagagli su di un taxi e diciamo addio a questi giorni tedeschi che, impressi nei nostri cuori e nelle nostre menti, difficilmente dimenticheremo. Viva l’Europa, dice spesso Hudo!

Inno ufficiale Comenius BIOTCHNOLOGY

Video Beerhaus giovani

 

Putignano, 24 maggio 10