Luciano Violante (Dire Daua, 25 settembre 1941) è un docente e politico italiano. È stato presidente della Camera dei Deputati dal 1996 al 2001.
Luciano nacque in un campo di concentramento dove la famiglia Violante fu internata per volontà degli inglesi in quanto il padre, giornalista comunista, fu costretto dal regime fascista a emigrare in Etiopia. I componenti della famiglia furono liberati alla fine del 1943 ed al termine della seconda guerra mondiale si trasferirono a Rutigliano, in provincia di Bari.
Conseguita la maturità classica al liceo "Domenico Morea" di Conversano, Luciano intraprese gli studi giuridici laureandosi in giurisprudenza nel 1963 presso l'Università degli Studi di Bari.
Nel 1966 supera il concorso in magistratura e nel 1970 diventa libero docente di diritto penale all'Università degli Studi di Torino. Giudice istruttore a Torino fino al 1977. Dal 1977 al 1979 lavora, su segnalazione del ministro democristiano Francesco Paolo Bonifacio, presso l'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, occupandosi prevalentemente di terrorismo. Istruì il processo che portò all'arresto di Edgardo Sogno che, tuttavia, venne assolto da ogni accusa. Nel 1979 si iscrive al Partito Comunista Italiano e viene subito eletto deputato. Dal 1974 al 1981 svolge l'attività di professore incaricato di istituzioni di diritto pubblico presso la stessa università e nel 1983 vince la cattedra di istituzioni di diritto e procedura penale e si dimette da magistrato.
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PARTITO PDS, DS, PD |
Con la svolta del 1991 entrò nel Partito Democratico della Sinistra. In Parlamento fece parte della commissione d'inchiesta sul caso Moro e, in seguito, fu presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Fu lui a raccogliere le deposizioni choc di Tommaso Buscetta che rivelò l'esistenza del terzo livello della mafia, cioè il legame con il mondo politico; la sua gestione della presidenza della Commissione fu poi criticata da Giulio Andreotti, all'indomani dalla sentenza di Palermo che l'assolse dall'addebito di associazione a delinquere di stampo mafioso per i fatti accaduti dal 1980 in poi (mentre confermò la colpevolezza per i fatti antecedenti, per i quali era però subentrata la prescrizione), come improntata a parzialità di tipo politico.
Il 10 maggio 1996 fu eletto presidente della Camera. Il suo discorso di insediamento fu uno storico appello alla riconciliazione tra le forze che si richiamano alla Resistenza e la destra post-fascista.
Sotto la sua Presidenza fu introdotta una delle più importanti revisioni del Regolamento della Camera degli ultimi decenni, quella approvata dall'Assemblea nel 1998. Il commento della "novella" regolamentare da parte della dottrina giuridica è stato sostanzialmente assai favorevole sebbene l'estromissione della magistratura dal giudizio sul contenzioso tra la Camera ed i terzi è stata giudicata un'indebita estensione dell'autodichia.
Rieletto deputato alle elezioni del 13 maggio 2001, è nominato presidente del gruppo Democratici di sinistra - L'Ulivo.
Ancora eletto alla Camera dei Deputati nel 2006, è stato nominato Presidente della Prima Commissione Permanente, Affari Costituzionali.
Dopo la caduta del governo Prodi II, in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008, ha dichiarato di non volersi più ricandidare a parlamentare per rispettare il ricambio generazionale perseguito dal segretario del Partito Democratico Walter Veltroni.
Dal 2008 è columnist del quotidiano Il Riformista. Nello stesso periodo salta l'intesa con il centro destra per l'elezione alla carica di Giudice della Corte Costituzionale [1].
Il 23 luglio 2009, sentito dai magistrati di Palermo, ha confermato le dichiarazioni di Massimo Ciancimino circa la proposta di incontrare "in modo riservato, a quattr'occhi" Vito Ciancimino, avanzata da Mario Mori nel settembre del 1992 quando Violante era ancora Presidente della Commissione parlamentare Antimafia. L'incontro avrebbe dovuto inserirsi nell'ambito della "garanzie politiche" richieste da Ciancimino per portare avanti la trattativa fra Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni durante la stagione delle stragi del 1992. In passato Violante non aveva mai fatto cenno a tale richiesta. [2].
Ha sostenuto la candidatura di Pier Luigi Bersani in occasione delle elezioni primarie del Partito Democratico del 2009.
Nel 2003, dichiarò, durante una seduta parlamentare, in qualità di capogruppo dei DS alla Camera, che il centrosinistra aveva dato nel 1994 la garanzia piena a Berlusconi e a Letta che le "televisioni non sarebbero state toccate" con il cambio di governo. Inoltre "ascrisse il merito" al centrosinistra di non aver fatto nulla riguardo il conflitto di interesse, di aver dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante una legge che nega l'eleggibilità per i concessionari dello Stato e di aver aumentato di 25 volte il fatturato Mediaset[3]. Sempre molto pacato nei toni viene, da molti, considerato il ponte di collegamento per le questioni sulla giustizia tra il Pd e il Pdl, tanto da essere l'unico esponente del centro-sinistra ad essere stato invitato alla Festa delle Libertà di Milano nel 2008 [4].
Il Presidente emerito Francesco Cossiga lo ribattezzò "piccolo Vishinsky", inquisitore delle purghe staliniane.
Putignano, 16 marzo 10